29 August 2010

Edda Caino NOT Mussolini daughter?

In February 1945, Edda Ciano was in contact with the US Secret Service in Bern, Switzerland at that time headed by Allen Dulles for the SALE of her husband (Count Galeazzo) diaries. He had been executed a year previous.

On the 11th February 1945, a Sunday in particular, an agent of the OSS Tracey Barnes and the editor of the Chicago Daily News Paul Gali, went to visit Edda Ciano in Martigny (Switzerland) where she was housed in a psychiatric clinic. In fact they met in Monthey a few miles away with Edda having received special permission to leave the clinic for a few hours.

What is important from the report are the observations of Tracey Barnes and the references specifically from Edda Ciano of her Russian origins. It had always been a gossip at the time that Edda was NOT the daughter of Donna Rachele but of Angelica Balabanoff a Russian Revolutionary who had been a long time lover of Benito Mussolini from 1909. Angelica Balananoff was a pupil of Antonio Labriola between 1919 and 1920 the then secretary of Vladimir Lenin.

Nel febbraio 1945, Edda Ciano è in trattative con i Servizi segreti americani, rappresentati a Berna da Allen Dulles, per la vendita dei diari di suo marito, il conte Galeazzo Ciano (fucilato un anno prima a Verona).

L’11 febbraio ’45, una domenica, l’agente dell’Oss Tracey Barnes e l’editore Paul Gali di Chicago, Daily News, si recano in visita da Edda Ciano a Martigny (Svizzera), dove la figlia di Mussolini era ricoverata in una clinica psichiatrica. In realtà si trova a Monthey, a pochi chilometri di distanza. Edda avuto, un permesso speciale per una libera uscita di qualche ora.

La cosa più importante che emerge dalle osservazioni di Barnes è il riferimento chiaro da parte di Edda alle sue origini russe. Si era sempre vociferato, infatti durante il regime fascista, che Edda non fosse figlia di Rachele, bensì di Angelica Balabanoff, una rivoluzionaria russa che aveva avuto una lunga e intesa relazione con il giovane Mussolini, all’epoca socialista, a partire dal 1909. La Balananoff fu allieva di Antonio Labriola e, tra il 1919 e il 1920, segretaria della Terza
Internazionale di Vladimir Lenin.







LETTERE DI EDDA CIANO AD ALLEN DULLES
(OSS, BERNA)

Caro signor Dulles,

Se Le è possibile, faccia per piacere qualcosa per la mia famiglia, che ha la sola colpa di portare il nome di mio padre.

Mio padre ha pagato. Si è trattato dell’unica, logica conclusione di una vita straordinaria. Anche se non ce la faccio proprio a pensare allo spettacolo di Piazzale Loreto.


In ogni modo, gli idoli non possono che cadere rovinosamente quando il popolo non crede più in loro. Vengono fatti a pezzi dalla medesima folla – stupida e cieca – che era solita adorarli.

Come può capire, cerco di considerare il lato filosofico della questione. Per non crollare. Ma – per Dio – è difficile.

Tornando allo scopo di questa lettera, tenti di salvare il resto della mia famiglia. Almeno, mio fratello Romano, mia sorella Annamaria e mia cognata con i suoi tre figli.


Sono tutte persone innocenti e pure, come l’acqua che sgorga dalla sorgente.

Per quanto riguarda mia madre e mio fratello Vittorio, non sono che degli sciocchi.

Può sembrare strano che io Le faccia queste richieste. Ma Lei è un essere umano che ragiona e che ha un cuore. Oppure, dobbiamo diventare tutti dei selvaggi? Non lo so. Mi piacerebbe dire molte cose ma, in qualche modo, mi sento confusa.


La supplico soltanto di fare ciò che Le è possibile. Anche se io non ho alcun diritto di chiederLe così tanto. La prego, signor Dulles.

Le sono comunque grata fin d’ora, perché so che non sarà colpa sua se la cosa non dovesse andare in porto. Ma, per piacere, faccia del suo meglio.

Edda Ciano, 30 giugno 1945.

***

Caro signor Dulles,

spero vivamente che la pubblicazione dei Diari [di Galeazzo Ciano] – a parte l’interesse che essi ricoprono – possa riabilitare la memoria di mio marito e mostrarlo come egli era veramente.

Se così fosse, non avrei sofferto invano dolore, avversità e umiliazioni.

Purtroppo, non ho potuto agire prima ma, come Lei sa bene, non è stata colpa mia.

Lei è probabilmente al corrente del fatto che il Governo svizzero sta facendo del suo meglio per espellermi. Perché? E’ un mistero. Non sono un criminale di guerra (e come potrei?).


Il Governo italiano non ha richiesto la mia estradizione. E in vita mia non ho mai fatto nulla contro la Svizzera, un Paese che non ha il diritto di comportarsi in tal modo.

Ma ormai ho smesso di cercare di capire ciò che è giusto e ciò che non lo è. E non posso dannarmi fino alla morte.

Tuttavia, se la Svizzera dovesse rispedirmi in Italia, conoscerei in breve il significato della morte. E il fatto che io sia del tutto innocente, farà un gran

bene alla mia memoria negli anni avvenire.


Ma la questione che intendo discutere è quella dei miei figli. Non posso e non desidero portarli con me. Anche se nulla di tragico dovesse accadere, essi non potrebbero condurre una vita decente.

Io voglio che i miei figli siano felici e che dimentichino tutti gli orrori subìti. Desidero che essi diventino persone buone e perbene.

Soprattutto, non voglio inculcare dell’odio nei loro cuori.


Il mio sogno era quello di recarmi negli Usa. Qui, i miei figli sarebbero stati

educati diventando, in breve, cittadini americani.

Per me, la possibilità che ciò accada sembra remota. Ma, per loro, forse qualcosa si può fare.

Lei può aiutarmi? Anche se non ne sono sicura, sento che Lei mi ha già aiutata molto (e non solo per la questione dei Diari di mio marito). Ho totale fiducia in Lei.

Mi piacerebbe molto vederLa. Ma immagino che Lei sia molto occupato, mentre io sono praticamente prigioniera.


Forse, però, Lei potrebbe farmi sapere qualcosa.

Cambiando argomento, mi auguro che Lei trascorra un ottimo periodo in Patria e che tutto vada per il meglio.

Mi saluti Sua moglie. Saluti cordiali e grazie.

Edda Ciano Mussolini, 30 giugno 1945.

SOURCE
Giovanni di Stefano (20/08/2010) www.studiolegaleinternazionale.com

0 comments:

Post a Comment